STORIA

Vezio è un villaggio situato su un promontorio al centro del lago di Como.

All’inizio della sua esistenza, che si pone intorno al VI secolo avanti Cristo, era un insediamento ligure celtico, se non addirittura etrusco.

Il suo nome probabilmente deriva da “Vescia” piccolo centro del Lazio, paese d’origine di Vescinus, legionario romano al quale era stato affidato il comando e la direzione per la costruzione del “castrum” di Vezio.

A quel tempo i romani estesero il loro dominio su tutto il nord Italia per arginare le incursioni dei popoli del nord Europa .

Per questi motivi a Vezio venne eretta una fortificazione che facilitava il controllo delle sponde del lago sottostanti, sul cui promontorio nel frattempo era sorta Varenna.

In seguito con l’arrivo dei Longobardi venne edificata una torre alta venti metri e la leggenda dice che ospitò anche la regina Teodolinda. La rocca seguì le sorti di Varenna alla quale era stata unita da mura che come due lunghe braccia scendevano a difesa del borgo lacustre.

Nel 1244 quando per la prima volta Varenna fu distrutta dal feudo dei comaschi ai quali si era ribellata , la popolazione trovò rifugio nel maniero che per la sua posizione era inespugnabile: Varenna venne distrutta ma il castello resistette.

Vezio e Varenna videro trascorrere varie Signorie e le dominazioni dei francesi e degli spagnoli.

Nel 1778 il feudo di Varenna, che comprende anche Vezio, passò alla famiglia milanese Crivelli Serbelloni, che mantenne il possesso fino al 1800. Ai primi del ‘900 Donato Greppi acquista dai Conti Serbelloni il Castello e la proprietà annessa. Dopo la costruzione della villa e l’incarico al Porcinai per la realizzazione del giardino, sarà nel 1952 che il figlio omonimo, Donato Greppi, industriale dalle spiccate capacità imprenditoriali, a restaurare il Castello restituendogli le sue antiche ed eleganti fattezze.

Dopo un periodo di decadenza e abbandono, seguito alla morte del Nonno, la nipote Manuela Greppi con il marito Maurizio di Robilant, rilevano la proprietà dagli altri eredi e le restituiscono l’originale splendore.

1) La Regina Teodolinda

2) Il Castello prima del restauro

3) Donato Greppi

4) Manuela Greppi con il marito Maurizio di Robilant

5) L’Architetto Roberto Porcinai<7p>

PIETRO PORCINAI
E IL GIARDINO DI
VILLA GREPPI A VEZIO

INDIRIZZO: via del Castellano n.16, Perledo, Lecco
UBICAZIONE: zona montuosa a picco sul lago
PROGETTO: giardino con piscina e campo da tennis
INTERVENTO; interamente realizzato
ANNO PROGETTO: 1945
DIMENSIONI: 16.120 mq

La villa è situata in una zona montuosa, a picco sulla riva est del lago di Como, ai piedi del centro storico di Vezio che si sviluppa intorno al castello posto su un’altura. La proprietà ha una vasta estensione ed è caratterizzata dall’assenza di confini e recinzioni e, proprio grazie a questa particolarità, si integra completamente con l’intorno, composto da zone a uliveto, boschi e da piccoli centri abitati di montagna. Richiesto dal Sig. Donato Greppi comprende, oltre alla sistemazione del giardino, la realizzazione di un campo da tennis, di una piscina, di un piccolo belvedere sul lago e di un uliveto. Il giardino comprende un’area che occupa anche una pendice della montagna che scende a picco sul lago. L’ingresso alla villa avviene da un viale, alla cui sinistra ci sono i garage, che poi si dirama di fronte alla casa creando un parterre ovale. A sinistra una scalinata tondeggiante porta alla terrazza del piano rialzato mentre a destra il viale conduce ad un ingresso a pian terreno. Sul retro della casa, parallelo al viale d’ingresso e a una quota più alta, Porcinai disegna un giardino a scacchiera rettangolare raggiungibile con due scale immerse nel verde. Sul fronte principale della villa corre un’ampia terrazza che Porcinai integra nel suo progetto. Dal lato sud di questa fa partire due percorsi: a sinistra si arriva a delle “stanze” verdi collegate tra loro, a destra si scende lungo un viale arricchito da parterre fioriti fino ad arrivare a un piccolo spiazzo.

Da qui partono altri due sentieri che tagliano la montagna: uno a sinistra verso l’uliveto e uno a destra che porta alla zona della piscina caratterizzata dal tema del cerchio. Continuando a percorrere la stradina si arriva a un belvedere sul lago, dopo di esso si prosegue ancora e si torna in piano alla quota del grande prato fiorito di fronte alla casa. Esso occupa una grande area e gli alberi sono collocati solo ai lati in modo da avere un’ampia superficie aperta. in fondo, vicino al sentiero che arriva dalla piscina, Porcinai disegna un grande parterre circolare perimetrato da una siepe con all’interno un gruppo di alberi.

Vezio è un villaggio situato su un promontorio al centro del lago di Como. All’inizio della sua esistenza, che si pone intorno al VI secolo avanti Cristo, era un insediamento ligure celtico, se non addirittura etrusco. Il suo nome probabilmente deriva da “Vescia” piccolo centro del Lazio, paese d’origine di Vescinus, legionario romano al quale era stato affidato il comando e la direzione per la costruzione del “castrum” di Vezio. A quel tempo i romani estesero il loro dominio su tutto il nord Italia per arginare le incursioni dei popoli del nord Europa. Per questi motivi a Vezio venne eretta una fortificazione che facilitava il controllo delle sponde del lago sottostanti, sul cui promontorio nel frattempo era sorta Varenna.

In seguito con l’arrivo dei Longobardi venne edificata una torre alta venti metri e la leggenda dice che ospitò anche la regina Teodolinda. La rocca seguì le sorti di Varenna alla quale era stata unita da mura che come due lunghe braccia scendevano a difesa del borgo lacustre. Nel 1244 quando per la prima volta Varenna fu distrutta dal feudo dei comaschi ai quali si era ribellata , la popolazione trovò rifugio nel maniero che per la sua posizione era inespugnabile: Varenna venne distrutta ma il castello resistette. Vezio e Varenna videro trascorrere varie Signorie e le dominazioni dei francesi e degli spagnoli. Nel 1778 il feudo di Varenna, che comprende anche Vezio, passò alla famiglia milanese Crivelli Serbelloni, che mantenne il possesso fino al 1800. Ai primi del ‘900 Donato Greppi acquista dai Conti Serbelloni il Castello e la proprietà annessa.

Dopo la costruzione della villa e l’incarico al Porcinai per la realizzazione del giardino, sarà nel 1952 che il figlio omonimo, Donato Greppi, industriale dalle spiccate capacità imprenditoriali, a restaurare il Castello restituendogli le sue antiche ed eleganti fattezze. Dopo un periodo di decadenza e abbandono, seguito alla morte del Nonno, la nipote Manuela Greppi con il marito Maurizio di Robilant, rilevano la proprietà dagli altri eredi e le restituiscono l’originale splendore.

1) La Regina Teodolinda

2) Il Castello prima del restauro

3) Donato Greppi

4) Manuela Greppi con il marito Maurizio di Robilant

5) L’Architetto Roberto Porcinai

PIETRO PORCINAI
E IL GIARDINO DI
VILLA GREPPI A VEZIO

INDIRIZZO: via del Castellano n.16, Perledo, Lecco
UBICAZIONE: zona montuosa a picco sul lago
PROGETTO: giardino con piscina e campo da tennis
INTERVENTO; interamente realizzato
ANNO PROGETTO: 1945
DIMENSIONI: 16.120 mq

La villa è situata in una zona montuosa, a picco sulla riva est del lago di Como, ai piedi del centro storico di Vezio che si sviluppa intorno al castello posto su un’altura. La proprietà ha una vasta estensione ed è caratterizzata dall’assenza di confini e recinzioni e, proprio grazie a questa particolarità, si integra completamente con l’intorno, composto da zone a uliveto, boschi e da piccoli centri abitati di montagna. Richiesto dal Sig. Donato Greppi comprende, oltre alla sistemazione del giardino, la realizzazione di un campo da tennis, di una piscina, di un piccolo belvedere sul lago e di un uliveto. Il giardino comprende un’area che occupa anche una pendice della montagna che scende a picco sul lago. L’ingresso alla villa avviene da un viale, alla cui sinistra ci sono i garage, che poi si dirama di fronte alla casa creando un parterre ovale. A sinistra una scalinata tondeggiante porta alla terrazza del piano rialzato mentre a destra il viale conduce ad un ingresso a pian terreno. Sul retro della casa, parallelo al viale d’ingresso e a una quota più alta, Porcinai disegna un giardino a scacchiera rettangolare raggiungibile con due scale immerse nel verde. Sul fronte principale della villa corre un’ampia terrazza che Porcinai integra nel suo progetto. Dal lato sud di questa fa partire due percorsi: a sinistra si arriva a delle “stanze” verdi collegate tra loro, a destra si scende lungo un viale arricchito da parterre fioriti fino ad arrivare a un piccolo spiazzo.

Da qui partono altri due sentieri che tagliano la montagna: uno a sinistra verso l’uliveto e uno a destra che porta alla zona della piscina caratterizzata dal tema del cerchio. Continuando a percorrere la stradina si arriva a un belvedere sul lago, dopo di esso si prosegue ancora e si torna in piano alla quota del grande prato fiorito di fronte alla casa. Esso occupa una grande area e gli alberi sono collocati solo ai lati in modo da avere un’ampia superficie aperta. in fondo, vicino al sentiero che arriva dalla piscina, Porcinai disegna un grande parterre circolare perimetrato da una siepe con all’interno un gruppo di alberi.

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